Domenica 12 Agosto 2012 -
Dal territorio -
Imprudenza, sottovalutazione dei rischi e sopravvalutazione delle proprie capacità natatorie. Queste le cause principali degli incidenti, anche dai risvolti più tragici, in acqua. Elementi cui si aggiunge il micidiale choc termico. Parola di Calogero Rinaldo, presidente del gruppo provinciale "Sommozzatori Protezione Civile Varese Sub", che in seguito agli ultimi incidenti nelle acque dei laghi e fiumi della provincia ha deciso di divulgare una nota ufficiale per fornire alcune informazioni ai bagnanti. "È proprio lo choc termico che può portare all'annegamento e la situazione si aggrava se poco prima si è pranzato. È quindi assolutamente sconsigliato il bagno dopo aver pranzato, in particolare dopo aver trascorso ore al sole".
"Come sommozzatori della Protezione Civile - chiarisce Calogero Rinaldo - siamo impegnati nella prevenzione sulle sponde dei laghi del varesotto. Ribadiamo che è bene sapere che gli orari più a rischio sono quelli della fascia oraria che va dalle 12 alle 17, ovvero i periodi in cui inizia il pranzo e il dopo pranzo".
Immergersi lontani dai pasti, dunque, e con cautela. "Il consiglio che diamo - proseguono dai Sommozzatori Protezione Civile Varese Sub - è quello di entrare in acqua lentamente, bagnandosi il corpo e la nuca. Contrariamente, se si entra velocemente in acqua la temperatura cutanea elevata a causa dell'esposizione al sole si abbassa improvvisamente a contatto con l'acqua fredda e può provocare una sincope". Con conseguenze anche gravissime. "La sincope da idrocuzione o da choc termico - continua Rinaldo - è la più pericolosa in quanto si determina un blocco sia respiratorio che cardiocircolatorio. Si può morire così per annegamento per una brusca perdita di coscienza subito dopo l'ingresso in acqua".
E in caso di episodi come questi la celerità di soccorso è fondamentale. "Le principali operazioni da eseguire, oltre alla richiesta di soccorsi, sono controllare lo stato di coscienza, liberare le vie aeree, inclinare il capo del soggetto leggermente verso il basso per favorire l'eventuale fuoriuscita di acqua dalla bocca e iniziare, se le condizioni dell'infortunato lo richiedono, le manovre di rianimazione cardio-polmonare. Tutto però dipende dall'attenzione: se si osservano le prescrizioni minime di sicurezza il numero dei decessi per annegamento si riduce".
(red / fonte laprovinciadivarese.it)
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